Agenti immobiliari: arriva la riforma della professione. Ecco cosa potrebbe cambiare
Dopo oltre 37 anni potrebbe essere arrivata una svolta importante per la professione dell’agente immobiliare.
Il 3 giugno 2026 è stato infatti presentato alla Camera dei Deputati il nuovo Disegno di Legge AS 1894, una proposta di riforma organica della Legge 39/89, la norma che ancora oggi disciplina l’attività degli agenti d’affari in mediazione in Italia. La proposta è stata sostenuta dalle principali associazioni di categoria del settore immobiliare e nasce con l’obiettivo di aggiornare una normativa scritta in un mercato profondamente diverso da quello attuale.
Attenzione però: la riforma non è ancora legge. Il testo dovrà affrontare l’intero iter parlamentare prima di un’eventuale approvazione definitiva. Tuttavia, le novità contenute nel disegno di legge permettono già di capire quale potrebbe essere il futuro della professione.
La Legge 39/89 è entrata in vigore quando internet non esisteva, i portali immobiliari non erano ancora stati inventati e la professione dell’agente immobiliare era molto diversa da quella odierna. Pur essendo stata aggiornata nel corso degli anni da alcuni interventi normativi, continua ancora oggi a rappresentare l’ossatura legislativa della professione.
Negli ultimi decenni il mercato è cambiato radicalmente. Sono aumentate le responsabilità degli operatori, la complessità delle compravendite, gli adempimenti normativi e le aspettative dei clienti. Per questo motivo le associazioni di categoria chiedono da anni un aggiornamento delle regole professionali.
L’obiettivo dichiarato della riforma è rafforzare la professionalità degli agenti immobiliari e aumentare le tutele per consumatori e clienti.
Uno dei punti centrali del disegno di legge riguarda l’introduzione della formazione continua obbligatoria.
Oggi un agente immobiliare, una volta ottenuta l’abilitazione, può esercitare la professione senza alcun obbligo normativo di aggiornamento professionale. Una situazione che le associazioni di categoria considerano ormai superata rispetto alla crescente complessità del mercato.
La proposta prevede quindi l’introduzione di crediti formativi obbligatori certificati e percorsi di aggiornamento periodici. Secondo le prime informazioni diffuse, si parla di almeno 60 ore di formazione nel triennio e di un aggiornamento costante sulle principali materie professionali.
L’obiettivo è avvicinare la professione immobiliare agli standard già adottati da molte altre categorie professionali.
La riforma punta inoltre a creare percorsi di accesso più strutturati alla professione.
Tra le proposte presenti nel DDL troviamo l’introduzione di un percorso universitario abilitante alternativo rispetto all’attuale iter formativo e il rafforzamento del praticantato come strumento di ingresso nel settore.
Si tratta di una misura che potrebbe contribuire a rendere la professione più attrattiva per i giovani e a favorire un ricambio generazionale qualificato all’interno delle agenzie immobiliari.
Un altro aspetto particolarmente interessante riguarda la trasparenza delle operazioni.
La proposta introduce infatti la possibilità di utilizzare conti dedicati e segregati per la gestione delle somme ricevute durante le trattative, come caparre e depositi. Questo consentirebbe una maggiore tracciabilità delle operazioni e una tutela aggiuntiva per le parti coinvolte.
Inoltre, viene rafforzato il principio della forma scritta nell’esercizio dell’attività di mediazione, aumentando la chiarezza dei rapporti tra professionisti e clienti.
Forse il messaggio più importante che emerge da questa proposta di riforma è un altro.
La figura dell’agente immobiliare viene progressivamente riconosciuta non come semplice intermediario tra domanda e offerta, ma come professionista qualificato capace di accompagnare il cliente durante tutto il percorso di compravendita.
Formazione continua, aggiornamento professionale, gestione documentale, trasparenza e specializzazione rappresentano oggi elementi sempre più centrali nel lavoro quotidiano dell’agente immobiliare.
Indipendentemente dall’approvazione definitiva della riforma, la direzione del mercato appare ormai chiara: le agenzie immobiliari sono chiamate a essere sempre più organizzate, strutturate e orientate alla consulenza.
In questo scenario la tecnologia assume un ruolo fondamentale. Gestire correttamente contatti, incarichi, documentazione, attività operative e collaborazioni richiede strumenti in grado di supportare il lavoro quotidiano dell’agente e aumentare la qualità del servizio offerto al cliente.
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