Azzolini al convegno “Abitare il domani”: “I dati sono il vero tesoro degli agenti immobiliari e l’IA è l’acceleratore per gestirli al meglio”
Intelligenza immobiliare. Ovvero, come gli agenti immobiliari devono necessariamente accogliere l’IA nel loro lavoro quotidiano per unirla al loro know-how, alla loro sensibilità e al loro modo di interpretare il mercato. Questo è stato il leitmotiv dell’intervento che Giulio Azzolini, CEO di Listing+, ha fatto lo scorso 11 luglio al convegno “Abitare il domani: intelligenza artificiale e professioni”, organizzato da Paolo Leccese, direttore editoriale di Casa Radio. L’evento, ospitato nella prestigiosa cornice di Palazzo Taverna a Roma, ha rappresentato un’importante occasione di confronto e networking sul tema cruciale dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni tecniche delle diverse fasi dell’abitare.
AGENTE IMMOBILIARE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL RISCHIO DI DISINTERMEDIAZIONE ESISTE DAVVERO?
Tra gli interventi di ingegneri, architetti e tecnici della progettazione e costruzione edilizia, Azzolini ha preso la parola per approfondire come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando la mediazione immobiliare, sottolineando l’importanza cruciale di un approccio data-driven. “Per essere veramente produttiva, l’intelligenza artificiale richiede un addestramento accurato e ogni business che vuole sfruttarla a suo vantaggio deve essere data-driven, guidato quindi da dati accurati e consapevoli”, ha spiegato Azzolini. “L’intelligenza artificiale non deve spaventare gli agenti immobiliari che, ora più che mai, devono guardare alla loro professione con una nuova consapevolezza perché nel loro lavoro quotidiano si incontrano dati e relazioni“.
In effetti, il timore più grande è legato alla possibilità che l’IA possa sostituire l’agente immobiliare, portando alla disintermediazione del settore.
Secondo il CEO di Listing+, tuttavia, la vera ricchezza degli agenti immobiliari non è nell’immobile che stanno vendendo, ma nei dati che raccolgono: “Il più grande tesoro degli agenti immobiliari è il database di informazioni che raccolgono, che include non solo dati oggettivi ma anche dati emozionali come desideri, aspirazioni e necessità dei clienti”. E proprio su questi dati si gioca la sfida. Se i dati non vengono protetti e trattati con attenzione, potrebbero essere “persi” o mal gestiti, rischiando di far emergere un modello di disintermediazione in cui la tecnologia elimina il valore della relazione umana tra agente immobiliare e cliente.
L’AGENTE IMMOBILIARE DEL FUTURO È QUELLO CHE UTILIZZA L’”INTELLIGENZA IMMOBILIARE”
Parlando del futuro della professione, Azzolini ha introdotto il concetto di ‘intelligenza immobiliare’. “Il futuro di questa professione” ha affermato, “risiede nell’integrazione dell’IA con la capacità di giudizio e il know-how umano”.
Grazie all’intelligenza artificiale, gli agenti immobiliari potranno automatizzare una serie di attività quotidiane ripetitive e dispendiose in termini di tempo, migliorando così la loro efficienza e dedicando più spazio e attenzione alle attività strategiche e alle relazioni con i clienti. “Immaginate l’agente immobiliare che, dopo aver acquisito un immobile, con un solo clic o comando vocale attivi il proprio assistente AI per inserire l’immobile nel gestionale, classificarlo, pubblicarlo sui portali e sui canali social, gestire il matching con le richieste dei clienti, monitorarne i risultati e programmare le attività di follow-up. L’agente immobiliare del futuro non si limita alla vendita dell’immobile, ma gestisce dati mantenendo sempre al centro le relazioni umane che sono il cuore di questa professione”, ha concluso il direttore della piattaforma tecnologica di FRIMM S.p.A. che unisce CRM, MLS e, appunto, intelligenza artificiale.
In definitiva, la sfida per gli agenti immobiliari è quella di adottare un nuovo paradigma, dove l’intelligenza artificiale diventa un alleato, un acceleratore della loro produttività, senza mai perdere di vista l’importanza delle competenze e delle relazioni umane.




